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Si offriva spontaneamente per condurre alla conquista di una formidabile posizione montana un plotone che, nel tentare quell'impresa quasi fantastica, aveva perduto il proprio comandante e parecchi gregari rimasti schiacciati dai macigni fatti rotolare dall'alto e dalle mine fatte brillare dal nemico. La perdita di uomini a lui vicini, nella difficile preparazione dell'attacco, non affievoliva il suo generoso slancio e, scalata la posizione superando rocce quasi a picco, con l'aiuto di funi, sotto il tiro incrociato di mitragliatrici e getto di bombe, si lanciava eroicamente all'assalto alla testa dei suoi. Balzato primo nella trincea avversaria, difesa da una compagnia del Kaiserjagher, con sommo sprezzo del pericolo e leonino coraggio, impegnava viva lotta corpo a corpo finche cadeva colpito a morte. Eroico sacrificio che valse a condurre il resto delle truppe alla vittoria con la conquista di quella importante posizione. Quota 2456 di Monte Busa Alta il 6 ottobre 1916
Capo squadra fucilieri, caduto il suo ufficiale, assumeva il comando del plotone in criticissima situazione, portandolo impavido a sanguinoso attacco di reparti nemici accerchiati. Dopo averli ricacciati sulle loro posizioni, nella prosecuzione della lotta cadeva mortalmente ferito alla testa dei superstiti, ancora tra loro presente in spirito con il suo eroico esempio e con le sue parole d'incitamento e di fede. Postojali (Russia), 19 gennaio 1943
Divisione "Julia" Comandante di un pezzo ardito, in linea con gli Alpini in posto avanzato e delicatissimo, sprezzante di ogni pericolo, si prodigava generosamente nell'impiego dell'arma e riusciva sparando ininterrottamente a zero, a contenere ripetuti e violenti attacchi nemici. Ferito assieme a parecchi serventi durante il settimo attacco avversario, rifiutava le cure e nell'infuriare della lotta vivacissima, si lanciava arditamente in avanti tra i primi, e con la mitragliatrice e con le bombe a mano ricacciava gli attaccanti e salvava il pezzo. Esausto per l'abbondante sangue perduto decedeva poco dopo. Esempio di coraggio e di elevate virtů militari. Chiarista Fratarit (Fronte Greco) 23 dicembre 1940.
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